Essenza indivisibile

Tracce di vita e orme di cuore

Ancora un premio e ancora dolci! 29 Luglio 2008

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E pure questa difficle giornata volge al termine, una giornata impegnativa fatta di discorsi impacciati e impegnativi fatti davanti ad un pacchetto di sciacchiatine e di pranzi saltati e di mal di testa scoppiati e di tremori scomparsi (finalmente pensavo di essere pazza!!). Il cambiamento è ancora di là da venire ma delle basi solide sono state poste e io qui attendo con pazienza ciò che verrà deciso per me! Insomma il cambiamento di cui parlavo nel precedente post riguarda il lavoro e non quello che certe persone hanno immaginato ;) ;)

Vabbè lasciamo perdere questo discorso (cavoli ho una fame bestiale!!!) e passiamo ai ringraziamenti!! Ringrazio Alberto che mi ha conferito questo premio che come al solito non ho la testa e il tempo di riattribuire (so che così facendo prima o poi non me ne darete più, e avrete ragione caspita!!). Addirittura un Diamond Weblogs:

che come al solito non penso di meritare ma zitta zitta lo incasso e lo aggiungo alla lista dei premi ricevuti qui di lato!! Ancora grazieeeeeeeeeeeeee :)

Qualche giorno fa ho fatto questa torta alla crema al limone che è riuscita delicatissima! La base è la solita frolla la cui ricetta potete sbirciare nei post precedenti, invece la crema l’ho fatta con due uova ,100 gr. di zucchero, 200 gr. di latte, la scorza di un limone grattugiato, il succo di un limone e un cucchiaino di amido di mais. Il tutto arricchito prima di infornare, di gocce di cioccolato fondente che stanno sempre bene! :)

 

Un bianco rientro! 3 Gennaio 2008

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Uffi che fatica tornare alla scrivania dopo 13 giorni di riposo!! Ieri sera a Malpensa già i primi fiocchi imbiancavano la pista e il cielo plumbeo non prometteva nulla di buono, e malgrado il freddo pungente dopo i 13 gradi di Palermo avrei voluto baciare la pista e la terra su cui camminavo!! La mia paura non accenna a diminuire anche se devo dire che il volo di ieri è stato assolutamente ineccepibile, con pochissimi scossoni e equipaggio casinario e caloroso! Stamattina tutto si sta lentamente ricoprendo di una sottile coltre di neve, che non mi dispiace visto che addolcisce le brutture della città. Spero solo di non avere troppe difficoltà al rientro questa sera! :)

Pupazzo di neve
 

And the winner is…. 30 Novembre 2007

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IO!!!! Ancora non realizzo, il cervello si è atrofizzato nell’impegno profuso in questi giorni e l’ansia mi attanaglia ancora le membra stanche. I posti erano due e io sono arrivata seconda facendo il miglior orale!!! :) Sono trrrrrrrooooopppo contenta! A dirla tutta me lo sono proprio meritata sì sì, stavolta voglio fare proprio la sborona, voglio tirarmela un pò: i miei sacrifici e l’amore che ho dato per la mia struttura sono stati premiati e io voglio godermela tutta questa gioia! :P Non so cosa cambierà ora nel mio lavoro, ma ora il problema non me lo pongo proprio!! Per ora penso a godermi questo bel momento con chi amo e a festeggiare!! Suggerimenti??!!!

Per ora vi lascio con questa torta con yogurt al mandarino, succo di mandarino e crema al cacao di cui non vi scrivo la ricetta perchè proprio la testa non mi assiste!! Vi dico solo che era veramente buonissima! :)

Torta al mandarino con crema al cioccolato

Torta al mandarino e crema al cioccolato

Torta al mandarino e crema al cioccolato

 

Ancora un pò di pazienza.. 26 Novembre 2007

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e.. tutto tornerà alla normalità quotidiana, niente più giornate chiusa in casa tra libri e articoli da leggere, niente più riposino pomeridiano che supplisce al sonno mancato e agitato della notte. Oggi tenterò di leggere il più possibile anche se la mia memoria fa cilecca gettandomi a momenti nello sconforto, ma il sole che finalmente fa capolino dalla mia finestra mi strappa un sorriso, mi chiama a sè anche se la mia coscienza mi permetterà solo un brevissimo giretto per una commissione! Il tempo è agli sgoccioli, domani è il giorno in cui la mia preparazione verrà testata e anche se andasse male non ne farò una tragedia, tornerò alla mia esistenza piena e soddisfatta, col proposito e la speranza che andrà meglio la prossima volta!

Anche se il sole invita a rosolarsi sotto i suoi raggi benefici vi propongo ancora un piatto che sa di autunno (lo so sto diventando monotona!!) per il suo colori e per il suo potere confortante e corroborante, soprattutto per chi come me, ha appena superato un brutto raffreddore!

Vellutata di patate e carote

Realizzate un brodo vegetale con 2 patate e 3 carote grandi tagliate in grossi cubetti, una cipolla tagliata in 4 parti, una costa di sedano, un cucchiaio d’olio evo, sale e un dado biologico vetegale. Una volta cotte le patate e le carote, eliminate le coste di sedano e conservate il brodo in eccesso. Frullate con un mixer le verdure direttamente nella pentola di cottura e andate aggiungendo alla vellutata il brodo a seconda della consistenza che desiderate. Aggiustate con sale e pepe e un filo d’olio. Servite con crostini di pane e una spolverata di parmigiano! :)

Vellutata di patate e carote

 

Un risottino facile facile! 17 Ottobre 2007

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Avete presente quando la testa è così piena che sembra fare “Gong” se sollecitata?? Beh la mia in questo momento gli assomiglia molto..ho la testa piena di: oddio domani mattina devo tenere un corso e sto morendo di paura, poi mi tocca finire la giornata di lavoro comunque alle 18.30, che bello oggi mamma stava un pò meglio: speriamo che duri! poi, cavolo all’uscita appuntamento con l’architetto, chissà che soluzioni avrà escogitato per noi?questo weekend vengono le mie amiche di Urbino, non vedo l’ora, che bella rimpatriata alcune sono anni che non le vedo! cacchio oggi è uscito il concorso per la progressione verticale, sarò all’altezza, madonna quante cose da studiare!! settimana prossima arriva mia “suocera”..non era proprio il momento adatto, ma vabbè che gli vuoi dire di no?? ;) e poi, lunedì è il nostro Anniversario! non vedo l’ora di andare a cena in quel ristorante sardo che ci hanno consigliato! e poi? poi, boh tanti piatti in mente da realizzare tipo il Pane dei Morti per il compleanno di Grimmo il 31! Speriamo di farcela, io ci provo!! Intanto vi propongo questo risottino facilissimo ma gustoso che ho fatto..boh? e chi si ricorda??

Tagliuzzate mezza cipolla bianca e mettetela a soffriggere in poco olio e.vo. Nel frattempo sciogliete due cucchiaini di brodo granulare vegetale in mezzo litro di acqua e portate ad ebollizione. Quando la cipolla sarà dorata versate due tazzine e mezzo di riso e fatelo tostare qualche minuto. Iniziate la cottura versando a poco a poco il brodo e mescolando e salate. Quasi a cottura ultimata sciogliete mezza bustina di zafferano in una tazza d’acqua tiepida e versate. Riducete 100 gr. di scamorza affumicata a dadini e aggiungetela al risotto, mescolate fino a che non si scioglie completamente. Pepate e aggiuntete parmigiano a piacere! Buon appetito!

Risotto affumicato allo zafferano

 

Che brutto andare di fretta.. 15 Ottobre 2007

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Vado di fretta al lavoro con i libri per studiare, la testa non risponde se non dopo ripetuti sforzi, le ansie per la salute di mia madre mi obnubilano la mente, ma purtroppo non posso concedermi neanche il tempo del dolore, troppe le cose da fare al lavoro e nessuno da poter mettere al mio posto, la casa che si allontana visto che prima di marzo non entreremo e tutti i nostri castelli fatti sembrano crollare…lo so che sembro delirare ma questo flusso di coscienza rispecchia quella che è la mia vita in questo momento, un unicum senza soluzione di continuità, senza avere il tempo di assimilare le cose e di metabolizzarle, solo il tempo per viverle..e far fronte agli imprevisti..

Fetta

Questa Crostata mele e cioccolato l’ho fatta non mi ricordo neanche quando, la settimana scorsa forse..Era davvero buona! Ho fatto cuocere tre grosse mele tagliate a fettine sottili in pentola con un bicchiere d’acqua, tre cucchiai di zucchero, una stecca di cannella fatta a pezzi e mezzo cucchiaino del mix di Lory. Ho messo a mollo l’uvetta in una tazza d’acqua in cui ho diluito una fialetta di essenza di vaniglia. Ho poi ridotto in poltiglia le mele con una forchetta, ho eliminato i residui della stecca e ho aggiunto 50 gr. di cioccolato fondente a pezzettini, l’uvetta e 50 gr. di pinoli, amalgamando il tutto. Ho realizzato una frolla morbida con 100 gr. di burro, 2 uova, 100 gr. di zucchero, mezza bustina di lievito, 300 gr. di farina e un cucchiaio di amido di mais. Dopo averla fatta riposare in forno per mezz’ora circa, l’ho stesa e l’ho farcita con il ripieno di mele e cioccolato, l’ho fatta cuocere per 40 minuti in forno ben caldo a 180 °C.

Crostata mele e cioccolato

 

Le chiavi della serenità 3 Ottobre 2007

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Ieri finalmente abbiamo avuto le chiavi di casa..abbiamo vagato per le stanze vuote senza crederci, io con le gambe legnose di ansia, col groppo in gola e qualche lacrima impigliata agli angoli degli occhi. Tante decisioni bellissime da prendere anche se il tempo è tiranno, il lavoro ci strappa momenti importanti alla nostra vita e la rabbia a volte sale e invade il cervello perchè quel tempo è nostro e nessuno ce lo può rubare..

Cucino tanto e posto poco perchè ho mille ansie da gestire, mamma che si aggrappa all’ultima speranza di vivere meglio che a breve verrà sciolta e io che mi sento impotente perchè a distanza diventa così maledettamente difficile tastare il terreno interpretando una voce al telefono che quotidianamente si riempie di dolore.

Vi racconto questa zuppa colorata di arancione, come le vesti dei monaci che sacrificano la loro vita per la libertà di un popolo, ammiro la loro non belligeranza, la loro forza e il loro coraggio..io non sarei mai capace di un gesto tanto grande, ma almeno un pensiero glielo voglio dedicare, anche se servirà a ben poco..

Ingredienti:

  • 4 patate medie
  • una carota
  • una cipolla bianca e 1/2
  • 200 gr. di zucca
  • brodo granulare (due cucchiaini)
  • olio evo ( due cucchiai)
  • prezzemolo, pepe macinato
  • parmigiano a piacere
  • pane ai cereali
  • 5/6 pomodorini pachino

Pelate e tagliate le patate e la carota a quadrettini non troppo grandi. Mettete sul fuoco una pentola di acqua da circa un litro e scioglieteci due cucchiaini di brodo granulare vegetale. Una volta arrivata ad ebollizione l’acqua versate le patate e la carota, la cipolla e i pomodorini pachino tagliati a metà. Nel frattempo tagliate la zucca a piccoli pezzi. Fatela soffriggere in una casseruola con poco olio e la mezza cipolla tritata. Salate e aggiungete 3/4 mestoli di brodo caldo e continuate la cottura a pentola coperta.

Una volta ultimata la cottura delle patate nel brodo, versate la zucca ormai ben cotta e quasi disfatta, mescolate bene e servite aggiungendo del parmigiano e qualche fetta di pane ai cereali o integrale.

Zuppa di patate e zucca

 

Un corso fuori dal comune 25 Maggio 2007

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Maschera neutra

Strana magia possiede l’animo umano: ciò che a prima vista può sembrare fonte di ansia e d’imbarazzo, in un battibaleno può traformarsi in un’esperienza in cui buttarsi senza remore, nè timori, scoprendosi (perdonatemi il gioco di parole) con la voglia di scoprirsi e mostrarsi agli altri per quello che si è. Esattamente questo mi è capitato al corso di comunicazione a cui ho preso parte mercoledì, un corso nato dall’esigenza di struttura di migliorare la comunicazione interna con i colleghi e quella esterna con l’utenza. Occupandomi di servizi al pubblico non ho potuto tirarmi indietro anche se l’impostazione teatrale del corso un pò cozzava con la mia parte timida. Una volta in palestra, in calzini e seduta a terra con gli altri, non ho potuto fare a meno di lasciarmi trasportare dall’insegnante di una bravura e simpatia uniche, dai colleghi anche loro timorosi ma disposti quanto me a mettersi in gioco.

Mi sono vista offrirmi per prima per eseguire l’esercizio della maschera neutra, ricevendo i commenti positivi di tutti, e ascoltando l’insegnante che raccontava come la mia camminata le suggerisse una determinazione ed una forza fuori dal comune. Mi sono vista buttarmi nell’interpretazione della maschera caratteriale verde (quella che ha insite in sè le qualità di altruismo e voglia di coinvolgere gli altri) tra gli applausi e i “brava” inaspettati di molti. Mi sono vista esporre l’esercizio della presentazione di un canovaccio predefinito con scioltezza e disinvoltura..

Mi sono sentita libera per un’intera giornata di essere completamente me stessa (anche di solito lo sono, raramente fingo, anzi quasi mai, il mio volto mi tradisce sempre..), ma assumendo anche nuove forme, sconosciute, o che forse semplicemente giacciono sotto la superficie, pronte a balzare fuori inaspettatamente.

Liberatorio, catartico, attivo, svuotante questo processo, entusiasmante oserei dire. Vedremo cosa succederà nella seconda ed ultima lezione :D

 

Marmottina pié veloce 11 Maggio 2007

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Dedicato a tutti quelli che come me fanno i pendolari per andare al lavoro ogni santo giorno…

Corro per prendere la metro a Precotto, cercando di rimanere nei tempi..uscita di casa alle 9.25-9.30

trasbordo a Sesto FS sul primo treno utile per Monza, sbraitando con gli altri passeggeri le volte in cui il treno delle 9.47 si ferma a due metri dalla banchina (anche delle mezz’ore!) e quello delle 9.52 ci sorpassa spedito e leggero verso la meta agognata argh!!

corro verso C.so Milano nella speranza di non perdere il bus numero 4 della miiitica TPM delle 9.55, altrimenti ripiego su quello delle 10.15 e ammazzo il tempo dell’attesa schivando la moltitudine variegata di questa ridente cittadina brianzola (vi lascio immaginare..) oppure molto più produttivamente, riverso la mia frustrazione nel fantastico negozietto di abbigliamento gestito da una carinissima ragazza cinese (ma che vende made in italy) di fronte alla fermata.

Quest’ultima tappa può assumere infinite variazioni sul tema, del tipo: l’autista del bus delle 10.15 ha deciso di andare a prendersi un caffè mentre folle inferocite capeggiate da me alla fermata, complottano una rivolta contro la TPM, oppure: decido di recarmi alla fermata successiva che offre due, signori e signori, e ribadisco ben due linee di bus, il 4 e il 6 (che chissà perchè all’andata sembra essere lento come una lumaca, mentra al ritorno mi fa guadagnare minuti preziosi). Ma anche qui, molteplici sfighe sono in grado di abbattersi sullo sventurato pendolare che deve raggiungere il luogo di lavoro..nel mio caso: l’edificio U8 (conosciuto anche come sede “moolto” distaccata) dell’Università Milano Bicocca.

L’ultimo pezzettino di tragitto (per chi non conosce il luogo può essere un inferno raggiungere dalla fermata l’edificio incriminato) mi vede sovente protagonista alla testa di piccole orde di matricole all’inizio del nuovo anno accademico e di studentelli maturandi in visita per le giornate dell’orientamento..ma chi ve lo fa fare ragazzi a venire a studiare in culonia?? :D

Il ritorno poi è sempre una lotta contro il tempo visto che non è mai semplice ed immediato far sloggiare dalla biblioteca i nostri prodi futuri medici che se non leggono fino all’ultima riga alle 18.30 sembra che muoia loro sotto i ferri un paziente..ma con me l’aria che tira è diversa e da buona, disponibile e cara bibliotecaria sempre pronta ad ascoltare i mei utenti, dalle 18.15 divento una macchina spietata e col coltello fra i denti, visto il bel percorsino che so attendermi all’uscita..

Per farla breve, corro sempre o almeno cerco di camminare molto velocemente per strappare brandelli di tempo residuo a giornate che iniziano alle 8.00 e finiscono alle 19,30, quando tutto fila liscio..dopo 3 anni la cosa inizia a pesare..è difficile abbandonare questa brutta abitudine anche quando la necessità di correre non c’è, corro ormai quando vado al bagno al lavoro, quando mangio, quando rientro dalla pausa pranzo, quando sono in giro per una semplice passeggiata. Mi consolo pensando che amo il mio lavoro, che sono fortunata di questi tempi ad avercelo a tempo indeterminato e che c’è tantissima altra gente che come me ci impiega un’ora (quando va tutto bene, anche un’ora e mezza se va tutto male) o molto di più.

Quindi come si dice a casa mia “stiamoci co sti pochi guai”!!