E misto di carne alla piastra con verdure:
Per chi volesse provare direttamente queste meraviglie con indosso un simpatico kimono può fare un salto al ristorante:
Feng Shui, Via Carlo Botta, 4 Milano
E misto di carne alla piastra con verdure:
Per chi volesse provare direttamente queste meraviglie con indosso un simpatico kimono può fare un salto al ristorante:
Feng Shui, Via Carlo Botta, 4 Milano
Quest’anno ho cercato di frenare i miei impulsi all’acquisto selvaggio di prodotti e leccornie che abbondantemente si trovano alla Fiera dell’Artigianato a Milano, viste le spese che dovremo affrontare per la casa. Mi sono quindi orientata verso acquisti che io definisco nostalgici e legati alla mia terra e a quella di Grimmo. Nello stand dei salumi abruzzesi ho comprato un profumatissimo Salame aquilano, due fantastiche salsicce fresche (oddio quanto mi mancano le salsicce di casa..perchè quelle che compro a Milano non riesco a farmele piacere??) e una buonissima mozarella fiordilatte Gran Sasso. Nello stand Siciliano invece mi sono buttata sulla crema dolce al pistacchio e sul pesto di pistacchi. Oltre a far fuori un morbidissimo rotolo con ricotta e pistacchi sul posto.. e una coppetta di gelato al pistacchio a cui non riesco mai a rinunciare!
Con le salsicce fresche ho realizzato una zuppa con fagioli che è venuta spettacolare. Diciamo che inizio ad apprezzare i fagioli che prima non sopportavo! Realizzarla è stato semplicissimo: ho spellato e sgranato con le mani una delle due salsicce e l’ho fatta soffriggere per qualche minuto in poco olio con un trito di cipolla. Ho poi aggiunto i fagioli borlotti già lessati con abbondante acqua (quasi un altro barattolo intero). Ho fatto cuocere a fuoco lento salando e pepando. A cottura quasi ultimata ho aggiunto l’altra salsiccia dopo averla bucherellata in superficie. Servite caldissima con del buon pane casereccio!
Ieri pomeriggio complice la giornata di caldo (ormai stabile su tutta l’Italia) e l’incursione fatta la sera prima, io e il Grimmo gambe in spalla abbiamo deciso di tornare ai Navigli per riassaggiare un ottimo gelato provato assolutamente per caso. Al contrario della frenetica movida serale, la tranquillità regnava sovrana, il cielo terso come una pietra preziosa invogliava il giretto tra le bancarelle in corso di allestimento e la nostra passione per il cibo ci invitava a fermarci ad ogni locanda, osteria, ristorante degni di nota per spulciare le leccornie dei menù esposti fuori da tenere impresse per eventuali future mangiate e recensioni ..e come ben sa chi Milano la conosce, ai Navigli ogni passo regala un posto nuovo da provare!
Che goduria passeggiare sulla sponda del Naviglio col sole del tardo pomeriggio che illumina ogni cosa e ne esalta il colore e la forma, come le belle facciate multicolori dei palazzi bassi o una cupola inaspettata in lontanaza. E dopo un sentore di fritto della bancarella a 7.50 euro con coca cola e un ristorante nepalese poco al di là del Vicolo dei Lavandai, ci siamo buttati di nuovo in questa piccola gelateria di cui ora non ricordo il nome e che ci ha fatto scoprire dei gusti insoliti e freschissimi vista la calura come Limone e Salvia, Miele e Semi di papavero, Arancia e Mentuccia!!! Assolutamente da provare anche il pistacchio che naturalmente è il gusto tester!
Mentre la gola trovava sollievo e si ritemprava lo spirito goloso, una musica ci ha sorpreso inducendoci ad affacciarci sul parapetto del Naviglio Grande..che sorpresa vedere i battelli per la navigazione popolati di gente festosa e soprattutto con a bordo una chiassosa orchestrina jazz che con pieno fiato rallegrava l’animo di tutti. Per un tratto ho pensato di non essere a Milano, per un tratto mi è sembrato di essere stata trasportata sul fiume in una New Orleans d’inizio secolo…Anche le città più grigie a volte possono riservare belle sorprese!!
La scelta di questo locale è stata dettata principalmente dalla vicinanza al nostro hotel. La trattoria ha una vista direttamente sul lago e dispone di un’ampia veranda dove si può mangiare osservando il molo del porticciolo adiacente, da cui il nome TRATTORIA IL PORTICCIOLO, SIRMIONE (BR).
La prima impressione che abbiamo avuto, ancora all’esterno, è stata quella di un posto di lusso con prezzi alti; questo ci ha indirizzato verso una scelta di piatti economici: io ho preso dei sedanini con tartara di tonno, capperi e olive, mentre Francesca ha optato per dei ravioli di magro in salsa di pesto di pistacchio, il tutto annaffiato da una salutare bottiglia di acqua minerale, rigorosamente non gasata.
Infine ho preso un tiramisù della casa, rivelatosi il miglior tiramisù che abbia mai mangiato, superiore anche al tiramisù con scaglie di cioccolato fatto in casa dalla nostra amica Silvia, che finora deteneva il primato in questa categoria. Francesca invece, dietro mio suggerimento, ha scelto un semifreddo alle mandorle. Il semifreddo é stata l’unica nota stonata del pranzo, essendo un po’ troppo freddo e lontano dal concetto del “parfait di mandorle” che avevo in mente quando ho deciso di suggerirle questo dolce.
Il conto non superiore alla media dei ristoranti Milanesi ci ha persuaso a ritornare, questa volta per una cena a base di pesce. Siamo partiti con un doppio souté di vongole veraci, davvero fresche e squisite, proseguendo con una frittura mista di mare per me e un filetto di persico in crosta di mandorle per Francesca. Accompagnando i due piatti con un mezzo litro di bianco della casa.
Bisogna dire che ne io ne Francesca siamo amanti del pesce, tuttavia la frittura era ottima e denotava la freschezza dei calamari, gamberi e delle seppioline. Francesca è rimasta molto soddisfatta dal suo Persico, pur essendo il primo pesce di lago che avesse assaggiato.
Conclusione nuovamente con il tiramisù della casa, questa volta scelto da Francesca, mentre io ho preferito assaggiare le fragole con gelato rimanendo ancora una volta soddisfatto sia della bontà sia della freschezza. Il servizio è stato discretamente buono e la pulizia del locale inappuntabile.
Il posto ci è piaciuto molto e ve lo consigliamo se capiterete da quelle parti di questo locale.
by Grimmo
Ma una menzione speciale mangereccia la merita la panetteria pasticceria “L’officina del ristorante la Rucola” che come dice il nome rifornisce di leccornie l’attiguo ristorante.. L’ambiente è ricercato ma in qualche modo minimal, infatti l’attenzione del cliente non viene distolta da alcuna fuffa esornativa e viene inevitabilmente attratta dalle microscopiche composizioni dolci, come le tortine, le crostatine, i pasticcini, i mini cheese cake (sono a dir poco superbi!!), ma anche dalle soffici pizze (non sottili come piacciono a me e come le fa la mia mamma, ma come piacciono al Grimmo!), dalle quiche au fromage (alle cime di rapa, al prosciutto: una goduria!!) e dulcis in fundo, last but not least, da nientepopòdimenoche dalle arancine!! Anche queste ultime deliziose, in cui si mescolano pefettamente lo zafferano, il riso, la mozzarella gustosa e la panatura croccante e per niente untuosa!
by Excalibur
Ci si affanna sempre per trovare località di vacanza degne di questo nome lontane migliaia di km e magari fuori dall’Italia e invece spesso dietro l’angolo scoviamo bellezze che neanche immaginiamo..questo è ciò che ho pensato arrivando a Sirmione, stupenda cittadina che si protende sulla penisola che divide il Lago di Garda. Il verde turgido di questa primavera che ha tanto il sapore d’estate, ci accoglie più fulgido che mai, tra oliveti e agrumeti (siamo alle porte della Riviera dei Limoni), con cedri grossi come palloni che pendono dagli alberi, con un castello che più bello non si può con la sua darsena che fungeva da piscina privata
dei Della Scala, i signori di Verona che lo fecero costruire nel XIII secolo.
Insomma un paradiso terrestre lacustre..forse esagero, forse era il mio bisogno di evadere che mi ha fatto stare in questo stato idilliaco per tutti i tre giorni, non so!! Di sicuro la prossima volta andremo alle terme per cui questa località è rinomata! Ma sul lago non solo Sirmione spicca per la sua bellezza: con un’incantevole traversata di un’oretta in battello raggiungiamo Gardone Riviera che ospitò l’ultima dimora del mio illustrissimo ed eccentrico concittadino, Gabriele D’Annunzio. Il Vittoriale ci stupisce per il suo patriottismo, per la magnificenza barocca ed esoterica dei sui giardini, per il Mas, la nave, l’aereo dal quale Gabriele lanciò i volantini su Vienna e per il mausoleo. Ma è la casa che ci lascia letteralmente senza fiato durante la visita guidata: un museo di oggetti che non saprei definire..e di solito gli aggettivi non mi mancano, dico solo che contiene 33.000 libri, e la camera che il Vate aveva progettato per l’esposizione del suo corpo una volta morto.
E per festeggiare il nostro anno e mezzo abbiamo cenato (in realtà vi abbiamo mangiato anche appena arrivati) in una trattoria (di lusso direi!!)in cui ci siamo letteralmente leccati i baffi! Ma questa è un’altra storia..(to be continued..)
O Sirmione, delle penisole e delle isole
pupilla, quante nei limpidi laghi
e nel vasto mare l’uno e l’altro Nettuno regge,
quanto volentieri e gioioso ti rivedo!
Stento a credere d’aver abbandonato la Tinia
e i campi bitini e sereno poterti rivedere.
O che c’è di più dolce se, liberi dagli affanni,
quando l’animo depone il suo peso, e stanchi
per il faticoso viaggio, giungiamo alla nostra casa
e possiamo riposare nel sospirato letto?
Questa è l’unica ricompensa dopo tante fatiche!
Salve, bella Sirmione, e fa’ festa al tuo padrone;
e voi gioite, o lidie onde del lago:
ridete, quanti sorrisi siete in casa!
Catullo
(Traduzione di Lorenzo De Ninis)
fonte poetare.it
Eccola, cacchio la poesia tanto dibattuta di questi giorni..a scriverla non il poeta Vate concittadino “emerito” e stravagante, come suggeriva la mamma al telefono (ah si D’Annunzio ha scritto una poesia “A Sirmione” e io: “no mamma ti confondi con Ermione, quella del La pioggia nel pineto, non senza risatine ironiche per il fraintendimento) e come confermavano, lasciandomi sbigottita, la futura suocera e anche la mia amica laureata in lettere, bensì Catullo che a Sirmione per l’appunto pare abbia avuto una villa che non era niente male…
Al ritorno mi sono subito documentata e ho scovato che anche Carducci ha dedicato a questa splendida cittadina baciata dalla bellezza, un’ode barbara (che qui evito di riportare perchè Carducci non lo digerisco proprio..)
Avete presente quella pubblicità in cui c’è la signora che piange dimessa nella vasca da bagno perchè le ricorda la crociera che ha appena fatto? Beh, non dico che mi sento così ma rende bene l’idea….
“Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello,
oh che bel castello marcondiro ndiro ndà”
Recita una vecchia filastrocca che mi piace tanto!! E proprio verso un bel castello sul lago sono diretti i nostri excalibur e Grimmo domani!!
Finalmente un pò di svago in questo periodo esagitato e convulso, che preannuncia altri periodi ancora più frenetici e intensi, uffa uffa ma perchè?? Voglio andare in pensione!! Che dite, è troppo presto a 29 anni e con soli 3 anni di servizio?? Ehm forse sì sono un pò pochini, va beh io ci provo sempre! Eppure il mio lavoro mi piace e parecchio anche! Sono fortunata, eppure a volte mi verrebbe voglia di scappare via e ritirarmi in un eremo (l’Abruzzo ne è pieno!). Basta farneticazioni, è tempo di iniziare questa ultima giornata di lavoro prima delle 5 di festa! yuppieeeeeeeee, auguro buon ponte del 25 Aprile a tutti quelli che non lavoreranno come me, e buon lavoro a quelli invece che continueranno a sudare!
