E misto di carne alla piastra con verdure:
Per chi volesse provare direttamente queste meraviglie con indosso un simpatico kimono può fare un salto al ristorante:
Feng Shui, Via Carlo Botta, 4 Milano
Oggi è il mio compleanno, e per festeggiare i miei 30 anni tondi tondi, abbiamo deciso di concederci per pranzo una coppa di gelato di quelle maxi in una delle gelaterie più buone di Milano. A mio avviso fanno uno dei migliori gelati al pistacchio che io abbia mai mangiato, non per niente occupa il 2 posto nella mia personale classifica…per chi non l’avesse ancora capito, il mio gusto preferito in assoluto!!
La pasticceria gelateria Bastianello si trova a pochi passi da Piazza San Babila, gli avventori abituali sono ehm diciamo di un certo livello, anche perchè le consumazioni al tavolo non sono proprio a buon mercato! Ma per del buon gelato sono disposta a lasciarmi alle spalle la nomea di “braccine corte” che ormai amici e parenti mi hanno affibbiato, e spendere un pò di più! L’ambiente è raffinato e il servizio è sempre cortese e disponibile, l’offerta di pasticceria poi è da leccarsi i baffi al solo sguardo.
Grimmo stavolta si è buttato sulla rinomata “Coppa Bastianello”, che la volta precedente avevo sperimentato io, mentre io ho scelto una coppa da tre gusti che mi ha soddisfatto parecchio come potete vedere dalla foto! I gusti che ha scelto Grimmo sono: Cioccolato extra fondente, fragoline di bosco e pistacchio, il tutto accompagnato da lingue di gatto, ventagli di sfoglia e panna spolverata di cannella, in una cialda di granella di nocciole rivestita di cioccolata. Io invece fico, ricotta e malaga e pistacchio naturalmente!! In una parola semplicemente stupendi tutti, e io sono molto difficile in fatto di gelato! Stasera invece concluderemo i festeggiamenti in un ristorante spagnolo che proviamo per la prima volta!
Per la scelta del posto dove festeggiare il nostro mesiversario, ci siamo lasciati influenzare da una guida ai ristoranti milanesi scovata in libreria. Situato tra la Chiesa di San Lorenzo e il Parco delle Basiliche, il ristorante si presenta con un aspetto dai colori molto caldi e dall’atmosfera molto intima. Il bancone con gli sgabelli alti rievoca invece i tipici locali americani. Il bagno dalle piastrelle rosso fuoco e dalle finiture nere, colpisce per la sua eccentricità, accentuata dalla scelta dei sanitari squadrati.
Siamo partiti con una Burrata di Andria con crudo per Grimmo e delle Cozze alla salentina per me: la generosa burrata, era molto delicata, il crudo dal sapore intenso ma dolce; le cozze erano fresche e saporite anche se il nome del piatto aveva creato in me forse altre aspettative, visto che si trattava di un semplice sautè, anche se molto gustoso.
Abbiamo proseguito con dei Cavatelli con pomodorini freschi e ricotta salata per Grimmo e con del Trancio di tonno alla mediterranea (tonno dello Ionio con olive, capperi e origano di Lampedusa e pomodorini dell’Etna) per me. Il sapore forte dei pomodorini ha sopraffatto quello delicato della ricotta. La voglia di pesce che caratterizza questo periodo mi ha portato a buttarmi sul trancio di tonno fresco, dal sapore molto delicato che contrastava con i capperi e le olive dal gusto deciso.
Per dolce Grimmo ha scelto una sfoglia con frutta e granella di cioccolato, mentre io ho ripiegato su un più classico tiramisù della casa. Il caffè e il liquore del tiramisù erano ben miscelati all’ottima crema, mentre la sfoglia è risultata essere un pò refrattaria al taglio, dando adito a qualche dubbio sulla sua freschezza, pertanto Grimmo è rimasto un pò deluso dal suo dessert.
La nostra cena è trascorsa all’insegna dell’intimità poichè durante tutta la permanenza siamo stati gli unici avventori. Probabilmente il locale è più animato il venerdì e il sabato quando il locale offre musica dal vivo.
Io il Sudd, visto che ci sono nata e cresciuta, me lo immagino più vitale, solare, magari anche chiassoso, ma genuino e vero..questo ristorante invece se devo essere sincera non mi ha lasciato addosso il sentimento e l’atmosfera del Sudd. Nel complesso il cibo era buono anche se un pò lontano dal mio bagaglio di sapori nativo.
Nonostante i prezzi non proprio popolari, Grimmo ritiene che il locale abbia i suoi pregi e meriti una seconda chance magari durante un fine settimana.
SUDD
Via Vetere, 9
Milano
Excalibur & Grimmo
Chi mi conosce da tempo sa che la mia grande passione è la carne e, sebbene io sia nata sulle sponde del Mare Adriatico e sebbene nella mia famiglia tutti adorino il pesce, io sono sempre stata la pecora nera della famiglia, quella che mangiava solo pochissimi tipi di pesce e cucinati solo in un certo modo..
Da qualche tempo non so come mai ma mi è venuta una voglia di mangiare pesce che non avevo mai avuto prima!! Ieri pomeriggio quindi, complice lo sciopero atm che mi ha permesso di uscire prima e soprattutto grazie ad una felicissima idea della nostra beneamata fatina, siamo andati a provare la Pottery che c’è in via Solferino per una merenda sostanziosa a base di infusi, thè speziati, frullati di frutta fresca e cioccolata calda alla cannella (per me visto il pranzo saltato e la giornata uggiosa da scaldare) accompagnati da una fantastica crostata pere e cioccolato (per me e Grimmo) e sfoglia con crema, mela e cannella per la fatina e per Silvia.
I nostri mangioni, non sazi della sostanziosa merendina, dopo aver smaltito camminando, facendo un salto al negozio biologico e comprando libri alla Feltrinelli, hanno concluso la giornata da Anema e cozze.
Anche se si tratta di un franchising siamo rimasti stupiti per la freschezza del pesce e dall’ottima cucina. Le pietanze che abbiamo “testato” sono state un antipasto con: souté di cozze, cozze al sugo, polipo al sugo e insalata di mare. Tutto il pesce era tenerissimo e davvero saporito e dalla preparazione casereccia dato che mi sembrava di stare riassaporando la consistenza del sugo di mia madre. La fata ha poi preso gli “scialatielli con cozze e vongole” (tipica pasta fresca napoletana), il Grimmo si è buttato sulla tipica margherita con bufala perchè voleva provare se la pizza era napoletana DOC, io ho preso gli gnocchi con pancetta e cozze e Silvia ha preso una pizza con scampi, surimi di cui non ricordo il nome
E che vi devo dire quegli gnocchi mi sono rimasti impressi, oggi sarei tornata solo per mangiarli ancora e ancora..erano spettacolari, saporiti al punto giusto e il pecorino (che mai avrei pensato potesse stare bene sul pesce) si sposava alla perfezione!!
Di sicuro torneremo ad Anema e cozze per provare altri piatti e perchè credo che queste “vulìe” di pesce non mi passeranno tanto in fretta..
Quale rimedio migliore per allontanare i fantasmi e sgomberare la mente dai cattivi pensieri? Una bella cena in un locale da sperimentare con gli amici fidati (anche se manca la Fatina!!).
E così prende il via finalmente il nostro (mio e di Grimmo!!) progetto di recensire i locali mangerecci dove siamo stati. La nostra lista è lunga e molti ricordi si sono perduti lungo il cammino ma noi non disperiamo. Parte proprio dal ristorante di ieri sera: Anadima questa nostra avventura!
Badate bene, non un’opinione comune concordata a tavolino, bensì due recensioni al prezzo di una!!?? Che culo!
Francesca: Il locale è davvero carino con le sue tinte pastello verdine e bianche, con le sue panche in legno chiaro col pianale in vetro trasparente. Le cibarie dal sentore esotico, fusion, mediterraneo ammiccano invitanti dal menù e la scelta è davvero ardua! Ma i nostri eroi finalmente puntano a stragrande maggioranza sugli involtini di bacon con prugne e aceto balsamico (yum che goduria il contrasto tra il saporito del bacon e la dolcezza delle prugne acetate!) e i salumi spagnoli serviti con salsette indefinibilmente speziate (altrettanto appetitose). Una piccola delusione spezza l’idillio del palato quando la gentilissima e premurosa cameriera ci annuncia (sigh, a me sì proprio a me!) che le orecchiette con cime di rapa, cozze e burrata per questa sera non sono disponibili…va beh sarà per la prossima volta. Mi getto a capofitto quindi sulle verdure di stagione speziate con tortino di riso. Anche qui un successo e pieni voti meritati. Anche il dolce merita la promozione (strudel di frutta esotica con crema allo zafferano) ma il mio pancino al limite del consentito non è riuscito (udite, udite!!) a finire l’ultimo dei tre strudel, finito in bocca al Grimmo che come al solito non si fa mancare mai nulla :D!!
Che dire, un locale in cui tornare di sicuro, uno dei migliori finquì sperimentati a Milano. Anche l’aperitivo secondo me è da provare, insomma non il solito locale per fighetti e pieno di casino della movida milanese!
Grimmo: Premetto che dopo aver visto le fotografie dei piatti ero un pò scettico: mi sembrava il classico ristorante fighettino trendy, che ti mette quattro cacatine dentro a un piatto quadrato, che fa taanto chic, facendoti pagare fior di soldi. Invece ho potuto gradire un buon antipasto iberico a base di affettati con dell’ottimo pane, assaggiare intriganti involtini di pancetta con caramello di aceto balsamico; interessante escursione nell’agrodolce. Ma sopratutto ho apprezzato la piovra in salsa di pomodoro e tortino di riso basmati. Da buon siculo tendo sempre ad alzare il sopracciglio quando mi propongono pesce a Milano, tuttavia la morbidezza e la freschezza di questo piatto, accompagnata da un delicato medley di
primitivo di manduria e negramaro chiamato Anarkos, erano notevoli. Infine la granita all’arancia con grattatina di cacao amaro. Invero avrebbero potuto essere un pò più generosi con il cacao amaro, ma la granita, più un cremolato soffice che una granita in realtà, era davvero buona. La degna conclusione della cena tra amici, amici che tralaltro erano alla prima esperienza in questo ristorante e dei quali sentivo il peso della fiducia in me riposta per questa scelta. In conclusione un posto piacevole dove è possibile anche fare l’aperitivo, che ci riserviamo di provare la prossima volta.