Week end anomalo

Essì..quando il marito è al corso di fotografia tutto il week end…Excalibur balla! Scherzo ovviamente! Per non parlare del fatto che posso usare il pc grande, avere la sedia comoda, ascoltare la musica che voglio..dormire come un ghiro al pomeriggio…ahahahah sto ancora scherzando ovviamente… Avere Grimmo vicino non ha prezzo!! Infatti non vedo l’ora che torni stasera per poter stare con lui e papparci insieme le lasagne verdi che sto preparando!! Ma questa è un’altra storia che vi racconterò nel prossimo post!

Per ora vi lascio con questo risottino semplice semplice (come al solito direte voi!!) con funghi freschi e gorgonzola…forse non si è capito ma il gorgonzola insieme al pecorino abruzzese è il mio formaggio preferito! Lo metterei ovunque!! Vi risparmio la ricetta ma vi mostro la foto!!

Risotto funghi e gorgonzola

Il sapore del dolce far niente

Quando l’autunno ti prende e ti avvolge nel suo torpore fatto di nebbia, di cieli bianchi e piatti, di pioggerellina impalpabile che inzuppa vestiti e anima, ciò di cui si ha voglia è solo starsene in casa a farsi coccolare dalle mura domestiche, magari a sorbire una profumata tazza di thè con qualche biscottino, a giocare di ruolo online con una carissima amica lontana o vis à a vis con il proprio adorato maritino.

Dimenticando per un pò le tensioni e le ansie, in queste ultime settimane mi sono accorta che la voglia di cucinare e di postare le mie ricette (semplici come sempre!!)  sta di nuovo facendo capolino e quindi approfitto per mostrarvi questa torta salata che ho fatto in quattro e quattr’otto! Ho utilizzato quello che avevo in frigo praticamente!!

Prendete due belle zucchine grandi, lavatele e grattuggiatele alla julienne. Io ho usato una semplice grattugia per formaggio. Fate soffriggere in poco olio evo un pò di cipolla tagliata a dadini. Aggiungete le zucchine e fate le cuocere ma non fino a farle spappolare mi raccomando! Si deve sentire la consistenza della zucchina! Io nella cottura ho aggiunto anche un pò di brodo granulare biologico per dare più sapore. Una volta cotte e  dopo averle lasciate un pò raffreddare, aggiungete alle zucchine 250 gr. di ricotta, un pò di pepe nero, noce moscata grattugiata e dadini di provola affumicata. Ho poi riempito con questa farcitura una sfoglia già pronta che avevo adagiato in una teglia rotonda. Dopo aver livellato la farcitura ripiegate i bordi della sfoglia e “decorate” la superficie con qualche dadino di gorgonzola e qualche rondella di zucchina  cruda. Cuocete in forno già caldo per circa 25 minuti verificando che la sfoglia gonfi e diventi dorata. Ecco il risultato!! Moooolto buona veramente!

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Torta salata zucchine e ricotta

Rialzo la testa

troppe volte china per il dolore. Sono stanca di parlare sempre della tristezza della vita e sono stanca dei nervosismi di queste ultime settimane…

Il proposito è invece quello di godere di tutto il bello che la vita ha voluto concedermi o che mi sono guadagnata col sudore della fronte e che mi spetta di diritto. Nonostante tutto. Nonostante IO.

E allora stamattina mi sono detta visto che faccio i muffin per la colazione della prossima settimana, perchè non riprendere in mano la macchina fotografica e immortalarli? Così se le forze mi assistono magari riesco anche a postarli sul blog!! E’ trascorso infatti un tempo che mi pare corrispondere a millennio intero da quando ho postato l’ultima ricetta. Si sa i muffin si fanno mescolando tra loro prima gli ingredienti secchi e poi quelli liquidi. Io ho usato una tazza e mezza di farina del Molino Vigevano specifica per dolci, mezza tazza di zucchero di canna, mezza bustina di lievito e un cucchiaino di cannella. Poi ho mescolato due uova grandi con una tazza di latte, 3 cucchiai di burro morbido e due banane mature ridotte in purea. Ho unito i due composti e poi ho aggiunto una tavoletta di cioccolato bianco da 100 gr. ridotta a pezzettini.

Ed ecco i miei muffin cioccolato bianco e banana!

Muffin cioccolato bianco e banana

Muffin cioccolato bianco e banana

muffin cioccolato bianco e banana

Muffin cioccolato bianco e banana

Quest’autunno

così inconsueto, così anomalo, così strano..sono tutti sinonimi lo so. Eppure avrei potuto continuare all’infinito con gli aggettivi.

Quest’autunno, che per me ha rappresentato la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra, avrei voluto viverlo diversamente…Mi sarei voluta ritirare in qualche bosco a vedere le foglie che esplodevano di colori per poi farsi trascinare dal vento. Passeggiare su viali completamente ricoperti da un manto di foglie e ascoltare solo il rumore dei nostri passi silenziosi. Avrei voluto nascondermi agli occhi del mondo per metabolizzare gli eventi ed avere come interlocutore solo la mia anima, la natura e il mio Lui.

Avrei voluto abbandonare per un pò la routine quotidiana, quella che a volte  nasconde al mio cuore che certi eventi sono successi..mentre sono sempre lì dietro l’angolo  a fare capolino quando meno me lo aspetto..

Sarebbe stato giusto invece prendere una pausa, perchè la mia vita, anche se apparentemente la stessa fin dal minuto successivo, invece proprio non lo è più, uguale a prima. Purtroppo non si può..non ci è concessa la riflessione, non ci è concesso il dolore..Bisogna rialzarsi subito e ricominciare..forse per la salute mentale è meglio così altrimenti la tendenza sarebbe quella di crogiolarsi nella sofferenza e nel ricordo struggente..

Non dico un mese, ma qualche giorno..di quello avrei avuto bisogno. Per dare un degno saluto ai miei genitori che non ci sono più, per riemergere con maggiore consapevolezza e non forzatamente perchè questa vita alienante ce lo impone.

….

ora siete insieme, non so dove perchè la fede in questo non mi assiste. Ma io lo so che siete insieme da qualche parte. Non riesco a lasciare fluire il dolore, forse è compresso in una qualche parte di me che ancora non ha smesso di piangere per te papà e ora mamma non sa da dove cominciare con te.

Tanti anni passati lontano bussano alla mia porta..anni di non esperienza familiare che vengono a chiedere il conto di ricordi mai avuti. E il rimpianto monta come un’onda, il rimpianto di non esserci stata in anni sereni e di ricordarti così sofferente mamma, così arrabbiata nei riguardi di una vita che forse non ti è mai piaciuta e che a noi figli faceva male sentirti disprezzare.

Te ne sei andata quando noi tutti non eravamo pronti, non eravamo allerta. Dopo tante crisi ci pareva che fossi diventata immortale e invece l’ultima ti ha portato via da noi. E io mi sento sradicata, senza guida. Tu e papà eravate il collante fortissimo della nostra numerosa famiglia e io spero con tutto il cuore che questo ultimo colpo non ci divida, anzi spero che in qualche modo rafforzi l’affetto tra noi figli perchè io mi sento persa senza la mia famiglia, anche se per tanti anni ho dovuto fare i conti solo sulle mie forze a causa della lontananza.

Le parole che non ti ho detto sono tutte sparpagliate nella mia testa e cercano un filo logico che ora non so trovare.

Eredità

L’eredità culinaria che ho ricevuto dai miei genitori è fatta di piatti semplici. Una vita passata in mezzo al cibo la mia, inevitabilmente, vista l’attività dei miei.

Si parte dal bar con i tentativi riusciti discretamente  di gelateria artigianale di papà e si passa agli impasti e alle farciture delle pizze e dei tramezzini delle molteplici pizzerie che hanno gestito… e non stanchi di farlo di mestiere, una volta a casa si ricominciava a cucinare alla grande! La pasta all’uovo tirata da papà, i ravioli dolci con la ricotta di mamma, rimasti peraltro ineguagliati! I panettoni farciti a Natale, i brodi col cardone  e le polpettine, il cace e ove! Per non parlare delle immancabili scampagnate domenicali al paese di mamma a Vacri, dove mica si poteva andare senza esserci portati il mitico timballo di scrippelle e gli arrostici da cuocere al momento, magari accompagnati dai peperoni arrosto?

Queste eredità me le porto scolpite nel cuore e nella mente, a maggior ragione ora che la mia famiglia sta invitabilmente andando in pezzi. I ricordi maggiormente vividi sono legati alle varie pizzerie che i miei hanno avuto, all’odore dei condimenti per la pizza, al profumo indimenticabile del pomodoro condito in grossi recipienti con olio sale e origano che io di nascosto “bevevo” dall’enorme mestolo!  Inevitabilmente nella mia testa “pizza” significa pizza al taglio fatta dai miei, non ci posso fare niente..nessuna pizza sarà mai come la loro.

In ricordo quindi di una delle loro mitiche farciture, qualche tempo fa ho fatto la parmigiana di zucchine. Infatti tra i cavalli di battaglia dei miei c’erano la pizza parmigiana di melanzane e quella parmigiana di zucchine! Immaginate un pò che bomba calorica! Però erano meravigliose ve lo assicuro. In memoria di papà e in onore di mamma eccola qua, la mia di parmigiana.

parmigiana1

parmigiana2

Back home

Dopo 2 settimane di delirio organizzativo e 3 di agognato e meritatissimo viaggio di nozze tra Spagna e Italia rieccomi qui, tra queste pagine virtuali abbandonate ormai da due mesi. Tutto si è incastrato alla perfezione il 28 di agosto, tutto è andato inaspettatamente bene per due, come me e Grimmo, che eravamo troppo pessimisti al riguardo. E invece eccoci qua, belli come non mai, con i sorrisi stampati sui nostri volti ormai rilassati a goderci appieno una giornata memorabile, meravigliosa che devo dire consiglio a tutti! Ahahha!! Io che non vedevo l’ora che arrivasse quel giorno per dire finalmente addio a tutto lo stress accumulato, per non parlare dei casini a casa di cui vi risparmio il racconto. Io che nei giorni precedenti mi sarei voluta eclissare e svegliarmi con già tutto compiuto, non mi sono mai sentita così bene, felice e circondata da un mare di affetto…Alla fine della giornata ci siamo chiesti increduli..ma è tutto già finito? Ci avevamo talmente preso gusto che anche se con il vestito stretto, sudati e a pezzi, avremmo voluto continuare ad oltranza quella bella festa fatta di gente venuta da ogni parte d’Italia e addirittura dall’estero..

Insomma eccovi una foto, solo una per il momento…E un consiglio..sposatevi se potete!

matrimonio

Aspettando il grande evento

provo a scrivere di nuovo su questo blog..tante volte in queste settimane ho tentato di mettermi a scrivere su questa pagina bianca, per dimostravi che c’ero, per non gettare la spugna completamente. Tante volte ho desistito, pensando che tutto ciò che avevo in mente di scrivere fosse inutile e banale di fronte alla tragedia che ho vissuto da poco.

E invece dopo quasi un mese eccomi qua, affaccendata nei preparativi del matrimonio ormai imminente, di nuovo tra queste pagine, di nuovo io.

E dopo un tempo immemorabile (potrebbero essere passati secoli..a quanto ricordo), vi voglio mostrare una ricettina. La voglia di scrivere il procedimento per filo e per segno ancora non c’è…ma almeno la foto ve la mostro!!!

Riso venere con zucchine e mazzancolle

Riso venere con zucchine e mazzancolle

Riso venere con zucchine e mazzancolle

Tornare

a vedere la luce dopo tanti giorni di buio e dopo tanto dolore è difficile. Mi sento una talpa nel suo cunicolo che scava scava per cercare una via che mi conduca alla luce.
Mi sento come in una bolla che mi impedisce di ragionare chiaramente, che offusca la mia capacità di memorizzare le cose, di tenerle a mente.
Una perdita così inaspettata mi ha fatto esplodere il cuore, frantumandolo in mille pezzi. Le lacrime ormai non escono più. C’è solo lo straniamento di un cambiamento negli affetti così radicale da non sembrarmi ancora vero..

E invece è vero purtroppo. La lontananza forse non mi aiuta a metabolizzare quello che è successo, ma mi era assolutamente necessaria, per tornare alla mia vita, per non impazzire.

Sei ancora al mio fianco papà e lo sarai per sempre.

Still waiting

Sono ancora in attesa di riprendermelo, di potergli riparlare, di poter ripercorrere con lui quello che ha passato. E invece non ce lo ridanno. E’ ancora lì semi immobile, con le sembianze che non sono le sue, in un ambiente a me alieno e ostile. E io sono tornata qua, forse è stata una fuga la mia. Una fuga dall’ennesimo lancinante dolore, da quest’attesa logorante  di notizie che scandisce le mie giornate e che mi ammazza ogni volta, strappandomi un pezzettino di cuore alla volta.

Mi chiedo se abbiamo fatto la scelta giusta, ma tanto a poco serve il senno di poi.