Tornare

a vedere la luce dopo tanti giorni di buio e dopo tanto dolore è difficile. Mi sento una talpa nel suo cunicolo che scava scava per cercare una via che mi conduca alla luce.
Mi sento come in una bolla che mi impedisce di ragionare chiaramente, che offusca la mia capacità di memorizzare le cose, di tenerle a mente.
Una perdita così inaspettata mi ha fatto esplodere il cuore, frantumandolo in mille pezzi. Le lacrime ormai non escono più. C’è solo lo straniamento di un cambiamento negli affetti così radicale da non sembrarmi ancora vero..

E invece è vero purtroppo. La lontananza forse non mi aiuta a metabolizzare quello che è successo, ma mi era assolutamente necessaria, per tornare alla mia vita, per non impazzire.

Sei ancora al mio fianco papà e lo sarai per sempre.

Still waiting

Sono ancora in attesa di riprendermelo, di potergli riparlare, di poter ripercorrere con lui quello che ha passato. E invece non ce lo ridanno. E’ ancora lì semi immobile, con le sembianze che non sono le sue, in un ambiente a me alieno e ostile. E io sono tornata qua, forse è stata una fuga la mia. Una fuga dall’ennesimo lancinante dolore, da quest’attesa logorante  di notizie che scandisce le mie giornate e che mi ammazza ogni volta, strappandomi un pezzettino di cuore alla volta.

Mi chiedo se abbiamo fatto la scelta giusta, ma tanto a poco serve il senno di poi.

Cronaca di una giornata diversa da tutte le altre

Scrivo dalla mia cucina pescarese senza essere in possesso delle piene capacità mentali, la stanchezza mi obnubila il cervello. La scorsa nottata è stata molto pesante dietro a mamma che si alza ogni mezz’ora e l’ansia per la giornata di oggi di gran lunga la peggiore di tutte. Vederlo andar via su quel lettino mi è parso un affronto, uno sgarbo. Dopo tutto quello che ha passato in questi ultimi 3 anni ora anche questo, è proprio come sparare sulla crocerossa..

Sono stremata ma sveglia, svuotata ma vigile, per ogni evenienza (credo io). Non posso neanche immaginare una fine diversa da quella che tutti noi ci aspettiamo, non posso. non ce la farei. Nessuno di noi ce la farebbe a sostenere anche questo fardello.

Per te papà questo post, per dirti quanto hai fatto per tutti noi figli e per la mamma. Il mio cuore è con te ora e sempre.

Mentre

nella mia cucina si spande un invitante odorino di muffin alla nutella guardo le lenzuola colorate stese in balcone e il sole che obliquo inonda il mio salotto..a volte mi capita di guardarmi dal di fuori e con un’insolita sensazione di straniamento mi ritrovo a chiedemi..ma come ci sono arrivata qui? A volte mi capita di chiedermi come ho fatto a costruire tutto quello che mi circonda, gran parte di quello che in questo periodo mi pesa sulle spalle più del solito portandomi a lamentarmi troppo. Ed io odio la gente che si lamenta troppo..

Mi guardo dal di fuori e mi accorgo che non ho nulla di cui lamentarmi, rapidamente rispetto ai tempi che corrono e non senza un duro, durissimo lavoro e impegno sono arrivata dove sono. Purtroppo a volte me ne dimentico e vedo solo gli aspetti negativi, le pressioni e le mie debolezze prendono il sopravvento. A volte si è troppo duri con sè stessi e retaggi fastidiosi del passato e della mia educazione mi portano sempre ad autocriticarmi e a giudicarmi non positivamente.

Citando ancora una volta Carmen “è il momento di svegliarsi, è tempo di rinascere..ritorno alla vita”

Chi ci ridarà il tempo perso dietro alle inutili beghe che ci creiamo, chi ci riporterà indietro le occasioni perdute dietro stupidi questioni, chi gli affetti tralasciati per stare dietro alla frenesia quotidiana. Nessuno, se non noi stessi imparando a soffermarci più spesso a guardarci dal di fuori.

Cambiamenti..

Nuovo tema di WordPress appena uscito e appena sfruttato..perchè prima o poi bisogna rinnovarsi, bisogna svecchiarsi, bisogna esplorare nuovi orizzonti visivi..Come al solito straparlo buttando giù il flusso di pensieri che mi scorre nella mente, mentre nelle orecchie ho Battiato e nel naso l’odore dei fagiolini e patate riscucinati e rivisitati che ho appena fatto. Non so se continuerò ancora a scrivere su questo blog di cucina, tante e tante volte ho pensato di smettere definitivamente di scrivere in queste pagine virtuali. Troppe volte quello che ho scritto mi è parso talmente banale che avrei voluto autocensurarmi e soprattutto tante volte la cucina mi è parsa un soggetto poco interessante (per come lo affronto e ne parlo io intendiamoci!!). Ma altrettante volte sono tornata per parlare un po’ di me, un po’ della vita, un po’ di cucina. Chissà forse questo nuovo tema infonderà nuova ispirazione alle mie parole, perchè la voglia di esternare quello che sento non mi ha mai abbandonata, mi ha sempre accompagnata da quando ero alle elementari.. ;) quindi molto probabilmente questo per me costituirà un nuovo inizio, chissà..per ora buon Maggio assolato e profumato a tutti!

Sono stanca..

di essere logora fino alle ossa

di dover lottare ogni giorno con le lamentele e le polemiche

di essere diplomatica sempre e comunque

di essere quella che si mette nei panni degli altri

di farsi straziare il cuore due volte al giorno da una telefonata

di non poter fuggire via da questa sofferenza che mi tiene in bilico

“ho superato anche l’inverno

adesso che ho perso tutto….”

Vorrei delle ali per volare sopra la fragilità umana e un paio di forbici per recidere alla radice la mia sensibilità.

Riflessioni post…

E’ dal 6 aprile scorso che avrei voluto mettermi davanti a questo schermo a buttare giù le riflessioni che mi ronzano in testa, ma gli eventi sono stati così drammatici e hanno toccato la mia famiglia così da vicino che non ho avuto molto tempo da spendere. Oggi dopo 10 gg dalla catastofe che ha colpito la mia regione eccomi qua davanti a questa luce splendida, al verde delle piante rigogliose di primavera del mio giardino e alle nuvole di panna che scorrono veloci davanti agli occhi a scrivere. Come facevo tanti anni fa ad Urbino, con le orecchie piene della musica di Carmen e la mia penna tra le mani a buttare fuori l’anima..

Terremoto di Marche e Umbria 1997..scosse continue anche se abbastanza lontane dall’epicentro, con l’ansia continua che ci induceva a scappare dalla sala studio dei collegi universitari dove abitavo al minimo accenno di tremore della terra, oppure uscire, io e  le mie sette compagne di blocco, all’unisono dalle nostre stanze per l’ennesima scossa alle 3 di notte e finire a prepararci due spaghi per sdrammatizzare il tutto..Troppo vivi nella memoria questi ricordi, troppo giovani le vite di quegli universitari strappate a causa di cosa..a causa di nefasta casualità o per l’incuria degli uomini..la Casa dello Studente..un simbolo che porto dentro scolpito a fuoco nel mio cuore perchè io alla casa dello studente ci ho vissuto, ci ho passato forse i 5 anni più incredibili della mia vita. Pensare che quelle giovani vite sono  state tanto simili a quella che ho condotto in quegli anni ancora mi sconvolge..ancora non mi sembra vero che mio nipote da lì non molto distante è salvo solo per un giro benevolo del fato.

E un’altra ferita nel mio cuore, oltre alla mia terra devastata e ai miei corregionali morti nella tragedia, l’ha aperta il colpo che le tante opere d’arte hanno subito per questo terremoto..la mia è una regione sconosciuta ai più, che solo ora al momento della tragedia si è palesata agli occhi della nazione per le sue bellezze ora purtroppo irrimediabilmente compromesse..tutte le chiese dell’Aquila distrutte, la Basilica di Collemaggio rovinata, la torre medicea di Santo Stefano di Sessanio sbriciolatasi come biscotto. Per fortuna il mio beneamato Castello di Calascio ha resistito, dall’alto dei suoi 1600 metri di altezza e dopo aver dovuto affrontare il tremendo terremoto del 1703 che ha devstato il borgo medievale ai suoi piedi..lui ha resistito, secondo me è un simbolo, un segnale che bisogna rialzare la testa e ricominciare dopo aver pianto a lungo i nostri morti. Il luogo dell’Abruzzo che di più amo in assoluto ha resistito e io sono fiera della mia terra e della mia gente che con tanta dignità sta affrontando una così immane catastrofe.

Ho un grosso rammarico, quello di non aver mai visto la città dell’Aquila, non ho mai visto il capoluogo della mia regione e un pò me ne vergogno..perchè purtroppo non la vedrò mai più nel suo splendore, con le sue stradine e le sue chiese intatte e i suoi abitanti forti e gentili come la roccia del nostro Gran Sasso scevri dalla paura che questo dramma ha insinuato nelle loro vite.

Voglio chiudere queste mie riflessioni mostrandovi con orgoglio un rustico pasquale tipico della mia regione e io che amo alla follia: i fiadoni. Era la prima volta che li facevo e mi sono venuti davvero bene.

I fiadoni abruzzesi, pecorino, parmigiano e caciotta dolce

I fiadoni abruzzesi, pecorino, parmigiano e caciotta dolce

Imitazioni. Parte II

Nell’altro post ho cercato di imitare i Pangocciole del Mulino Bianco, riuscendoci peraltro abbastanze bene, mentre questa volta il tentativo di imitazione si è concentrato sui chocolate cookies di Cavoletto. La mia ambizione era quella di riprodurre i biscotti al cioccolato americani e quindi ho pensato perchè non affidarmi a lei, la più brava e famosa delle foodbloggers?

I dolci ultimamente mi stanno riuscendo e bene e presa da quest’ondata di entusiasmo ho detto massì perchè non provare? Da premettere che non mi ero mai cimentata con i biscotti prima..Insomma per farla breve ho seguito alla lettera la ricetta di Sigrid e il risultato è stato che…..

mi sono venuti ovali e non tondi!!! Ahahahhaa, che disastro!! Va beh vi chiederete come sono venuti di sapore e posso rispondervi con sincerità che erano davvero buoni! :)

Chocolate cookies

Chocolate cookies

Auguro a tutti voi una Buona Pasqua e spero di riuscire a scrivere presto di nuovo, problemi a casa permettendo!

Anticipo di blogcompleanno

Rieccomi dopo quasi un altro mese di latitanza..e approfitto per scrivere in questo momento perchè non so quando me ne capiterà un altro visto che sto per essere travolta dall’ennesima tempesta familiare..massì che vuoi che sia passare l’ennesima festa comandata in ospedale? Ormai il callo me lo dovrei essere fatta no? Spero che il vento spiri nella direzione giusta. Insomma tra un confetto da assaggiare, una partecipazione da scegliere e un bigliettino da scrivere (70 in un pomeriggio!) divido il mio tempo tra il lavoro che non mi lascia tregua e l’ennesimo ricovero dei miei..

e per festeggiare (ma che ci sarà da festeggiare manco io lo so..) il mio secondo blogcompleanno che cade tra qualche giorno, esattamente il 1 di aprile, vi mostro con una punta di orgoglio il primo tentativo di imitazione, per altro riuscitissimo, dei Pan Gocciole del Mulino Bianco per cui vado matta!

Pan gocciole

Pan gocciole

La ricetta che ho seguito la trovate qua.

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Le cose belle della vita..

non voglio di certo buttarmi in una discussione filosofica sulle verità della vita, ma in questi ultimi giorni mi sono spesso soffermata a riflettere su quanto rimaniamo inviluppati nelle trame strette delle cose da fare, nelle ansie, nella banalità dei doveri da svolgere..tutto questo spesso ci porta a perderci il meglio..e queste per una come me che ha il terrore e la fobia del tempo che passa e della morte sono conclusioni che hanno il sapore di una grande conquista..

Queste paure che dovrebbero spronarmi a godere della meravigliosa vita che ho, invece mi bloccano mi congelano, e tendo a dimenticare la bellezza della mia esistenza per annullarmi in stupide ansie e preoccupazioni riguardanti il lavoro e il quotidiano.

Ecco il proposito (un pò in ritardo!!) che cercherò di seguire per tutta la vita dunque! Godere delle mille piccole gioie che le mie giornate mi riservano. Eccone alcune: preparare i biscotti al cioccolato con Grimmo il sabato mattina seguendo la ricetta di Cavoletto ;) ; perdermi in un tramonto che trasforma anche la grigia Milano in un palcoscenico spettacolare; giocare con gli amici; ricordare gli anni favolosi di Urbino; portare nel cuore la meravigliosa emozione della prova del mio abito da sposa (impagabile!!!); abbandonarmi alla musica rocambolesca di Vinicio live in teatro; abbracciare i miei stupendi nipoti e vederli crescere e andare all’Università; permettermi il lusso di impegnarmi ogni giorno nel fare il lavoro che amo; last but not least..svegliarmi ogni giorno accanto a Grimmo che è l’evento più fortunato che mi sia mai capitato e per cui devo ringraziare il destino ogni santo giorno!!

Inomma questo post è un ringraziamento pubblico che voglio fare, gli americani lo fanno durante il Thanksgiving Day, io lo faccio dalle pagine di questo mio blog!! Godete gente della semplice bellezza delle piccole cose come diceva Carmen nella sua meravigliosa canzone: La bellezza delle cose!!!

E anche se non c’entra nulla con questo post come al solito, vi mostro il mio secondo tentativo di Bunet che ho fatto l’altro giorno. Purtroppo in questo momento non ritrovo il sito da cui ho tratto la ricetta, ma vi dico solo che è ho esagerato con l’essenza di Rhum! In ogni caso è venuto un ottimo Bunet!

Bunet al cacao e amaretti

Bunet al cacao e amaretti